Le Dolomiti
Lago di Landro: sullo sfondo il Cristallo

Avevo 18 anni quando abbozzavo i primi timorosi approcci d'arrampicata sulle Dolomiti.

Stavo finalmente concretizzando il mio desiderio nato qualche anno prima quando fantasticavo leggendo un libro su queste montagne riccamente illustrato con splendide foto.

Sognavo di salire quelle cime spettacolari percorrendo soltanto le vie più semplici, avvalendomi cioè dei punti più deboli offerti dai fianchi più accessibili di quei giganti rocciosi per guadagnarne la cima.

Così iniziai salendo qualche itinerario di terzo o quarto grado come molti fanno all'inizio. Non avrei certamente immaginato che l'anno successivo mi sarei ritrovato sulle pareti da me considerate con molto timore e rispetto come il simbolo del sesto grado: le pareti Nord delle cime di Lavaredo, impressionanti precipizi alti circa 500 metri.

Ciò fu possibile perchè l'ambiente dolomitico era in realtà molto più spettacolare di quanto le fotografie sui libri potessero descrivere e di quanto la mia fantasia potesse immaginare e ciò m'entusiasmò.

Inoltre, grazie ancora una volta all'amica Pietra di Bismantova, sulle cui pareti allenandomi con costanza e serietà riuscii a raggiungere un livello di preparazione tale da consentirmi di muovermi con sicurezza anche sulle difficoltà più forti, mi fu possibile in poco tempo salire pareti considerate da me solo un anno prima come sogni irrealizzabili.

In questo sito ho inserito per l'occasione una vecchia diapositiva originale risalente a quel periodo, che documenta uno di quei momenti indimenticabili.

La dia mi ritrae sulla traversata della via Cassin alla parete Nord di cima Ovest di Lavaredo.

Si può notare l'uso che ancora si faceva in quel periodo di scarponi rigidi da arrampicata.

Le dolomiti offrono scenari fantastici, unici nel loro genere e per chi come me oltre all'arrampicata ama l'ambiente di montagna, in questi luoghi, a poche ore d'auto da Reggio Emilia è possibile concretizzare questo connubbio, gettando i presupposti per vivere esperienze indimenticabili.

Tramonto sul Sella
Il lago di Tovel
Il rifugio Brentei, sullo sfondo il Crozzon
Alba al rif. Pedrotti
Tramonto dalla cima del Crozzon verso la Presanella
Dalla cima del Crozzon, all'alba, verso l'Adamello e il ghiacciaio di Lares: le nubi invadono la val Rendena e la val di Genova
Discesa dal Crozzon
La via Detassis alla Brenta Alta
Campanile Basso: via Maestri
Cima d'Ambiez: via della soddisfazione Il Pilastro dei Francesi sul Crozzon di Brenta
Il couloir Neri d'inverno La parete Ovest della Roda di Vael
Sulla parete ovest della Roda di Vael, la via Buhl Sasso della Croce: via Messner al Grande Muro
Sasso della Croce: diedro Mayerl Parete sud della Marmolada: via Vinatzer-Castiglioni
Parete sud della Marmolada: via Messner al pilastro di Punta Rocca Parete nord-ovest della Civetta: diedro Philip-Flamm
Tre Cime di Lavaredo: le pareti nord Tre Cime di Lavaredo: le pareti nord
I 500 vertiginosi metri della parete Nord di Cima Grande di Lavaredo I 500 vertiginosi metri della parete Nord di Cima Grande di Lavaredo
Cima Grande di Lavaredo, parete nord: via direttissima (Hasse Brandler) Cima Grande di Lavaredo, parete nord: via direttissima (Hasse Brandler)
Cima Ovest di Lavaredo, parete nord: via Cassin Cima Ovest di Lavaredo: spigolo degli Scoiattoli
  Croda dei Toni