La montagna emiliana
Appennio parmense: i Lagoni Quando le verdi colline cominciarono a starmi un pò strette e non le frequentavo più esclusivamente per conto mio soltanto per cercare nidi o scoiattoli, ma mi recavo lassù magari in compagnia dell'amichetta, per cercare un luogo lontano da rompiscatole, la mia attenzione cominciò a rivolgersi a quelle montagne visibili dalle cime dei colli più alti.

La mia curiosità mi portò ad interessarmi di quelle alte, misteriose e lontane catene di montagne, che in primavera inoltrata, ancora completamente innevate scintillando al sole contrastavano con i colori intensi delle sottostanti e più vicine colline.

Così, lentamente, conobbi il crinale dell'appennino settentrionale.

Per me fu una sorpresa fantastica. Fu amore a prima vista.

Per un ragazzino di quattordici anni o poco più era come addentrarsi nella wilderness della Taiga canadese ed anche quella fu una esperienza entusiasmante, anche perchè grazie all'esperienza accumulata durante gli anni precedenti sui monti di casa potevo, o meglio volevo muovermi per conto mio perfettamente a mio agio, senza nessun "accompagnatore esperto" al seguito il quale avrebbe soltanto interferito con l'intimo rapporto che si stava sviluppando fra me e quel territorio sconosciuto.

In questo caso la situazione si è rilevata negli anni meno drammatica di quella precedente.

A distanza di 25 anni sono cambiate pochissime cose. Certo qualche strada, qualche funivia o villetta magari a schiera, più o meno abusive sono sorte a minare l'integrità di questi monti salvatisi non si sa come dall'aggressione selvaggia della bestia umana, ma in linea generale il crinale ha mantenuto inalterati nel tempo molti dei suoi caratteri distintivi.

Addirittura in molti casi, a causa dell'abbandono delle montagne e della drastica riduzione di attività umane legate all'agricoltura e alla pastorizia e grazie a qualche intervento di ripristino, la situazione ambientale è perfino migliorata.

Le foreste sono in ripresa come estensione e come salute e tra esse sono ricomparsi a volte con l'aiuto dell'uomo, a volte in modo del tutto spontaneo, animali scomparsi da molto tempo, come cervi, lupi ed aquile.

Camminando oggi in certi luoghi, mi stupisco come tutto a distanza di tanti anni sia rimasto immutato rispetto a quando, ancora adolescente li vidi per la prima volta.

Tutto ciò mi riempie di speranza.

Appennio parmense: i Lagoni
Appennino reggiano: il Cusna dai Prati di Sara
Appennino reggiano: il Cusna dai Prati di Sara
Appennino reggiano: il Cusna d'inverno
Paesaggio invernale
All'alba salendo al Giovo
Sul crinale del Giovo
Sul Crinale d'inverno a caccia di immagini
Galaverna ad Abetina Reale
Appennino reggiano: plenilunio sul monte Prado d'inverno