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Il giocatore

di Fëdor Dostoevskij

edito da Mondadori

 

Un grande classico.

Spiegano il libro le stesse parole dell'autore:

Prenderò (come protagonista) una natura immediata, spontanea, un uomo comunque molto evoluto e tuttavia non giunto ancora a compimento da nessun punto di vista, un uomo che ha perduto la fede ma che al contempo non osa non credere, uno che si ribella a tutte le autorità ma che nello stesso tempo le teme... Il punto principale sarà però che tutte le energie, tutte le linfe vitali, tutto l'impeto e l'audacia di costui si concentrano esclusivamente sulla roulette. Egli è infatti un giocatore, è però non un semplice giocatore... bensì una sorta di poeta, solo che egli stesso prova come vergogna di questa sua poeticità, giacchè avverte acutamente la bassezza di essa.

Cosa c'è di meglio delle parole dell'autore per spiegare il significato del suo libro!

Dal punto di vista del lettore, ci si trova immersi in un periodo a noi lontano, ma allo stesso tempo si percepisce la sofferenza dei vari personaggi. La sofferenza per non avere sufficienti ricchezze per vivere agiatamente, la sofferenza dell'amore, la passione coinvolgente per il gioco d'azzardo in grado di rovinare la tua vita per sempre.

Puntai quel giorno sul manque (quella volta fu sul manque) e, davvero, c'è qualcosa di speciale nella tua sensazione, quando, solo, in terra straniera, lontano dalla patria, dagli amici e senza sapere quel che oggi mangerai, punti l'ultimo fiorino, proprio, proprio l'ultimo! Io vinsi e dopo venti minuti uscii dal casino con centosettanta fiorini in tasca. Questo è un fatto! Ecco che cosa può a volte significare l'ultimo fiorino! E se io allora mi fossi perduto d'animo, se non avessi osato risolvermi...

Domani, domani tutto finirà!

 

 

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